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Criticità dell’attuale sistema di raccolta dei rifiuti.

Da anni dico che i cassonetti cosiddetti “intelligenti” sono stati una spesa inutile per la collettività.

Perché non hanno migliorato la raccolta differenziata?

Semplice, sono andati solamente a sostituire i cassonetti vecchi i quali avevano la stessa identica funzione di quelli nuovi. La possibilità di aprire i cassonetti tramite l’utilizzo della tessera sanitaria non è stata mai messa in atto, ammesso e non concesso che tramite quella metodologia la qualità della raccolta differenziata sarebbe migliorata.

Personalmente, non solo per via della mia “allergia” a identificazioni digitali, non sono convinto che con l’utilizzo della tessera sanitaria tutto sarebbe stato migliore, difatti non c’è certezza neanche in quel modo di cosa poi l’utente avrebbe conferito.

Oggi però è sotto gli occhi di tutti che i cassonetti sono un fallimento politico di prim’ordine.

E’ sufficiente aprire un qualsiasi cassonetto per verificare che ovunque è la stessa storia: all’interno vi è di tutto, un mix di materiali che serve unicamente all’amministrazione per decantare l’aumento delle percentuali.

Ma della qualità ne vogliamo parlare?

Nessuno ha la bacchetta magica ma certamente il costo dei cassonetti di nove milioni in tre anni per il Comune di Arezzo si poteva risparmiare: a chi servono dei bidoni “più belli”?

A questo si aggiunge poi chi abbandona rifiuti ingombranti nei luoghi più disparati del territorio comunale. Probabilmente lo fanno perché sono fuori dal circuito della Tari e tentano così – maldestramente e senza rispetto per l’ambiente – di evitare un conferimento alle isole ecologiche che altrimenti sarebbe del tutto gratuito.

La mia vuole essere una semplice riflessione affinché si riesca prima o poi ad effettuare un Porta A Porta fatto seriamente, con i tempi dovuti, e con il solo pagamento di ciò che non viene differenziato.

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